Metalmeccanici: un nuovo contratto per arretrare ancora

Circa la Proposta di Piattaforma per il Rinnovo del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm , ormai assistiamo ad un triste rito con i Sindacati Confederali che sparano cifre fasulle, accuratamente costruite per mascherare la miseria delle rivendicazioni, la controparte che ribassa e dopo lunghe e dispendiose trattative si giunge al solito accordo in cui Confindustria è contenta ma finge di aver ceduto e le Organizzazioni Sindacali propagandano il grande risultato raggiunto (dopo aver “spiegato” ai lavoratori che non si poteva ottenere di più ) .

È IL GIOCO DELLE PARTI in cui si raggiungono SEMPRE ACCORDI A SCAPITO DEI LAVORATORI .

Il gioco inizia con le fasulle Rivendicazioni Sindacali, per quanto riguarda la parte economica Fiom-CGIL, Fim –CISL e Uilm nell’attuale Piattaforma rivendicano 117 Euro di aumento lordo per il 5° livello e scrivono che sono 147 perché richiedono 30 Euro aggiuntivi per chi non ha il Contratto Integrativo .

1°.  Perché le cifre di riferimento sono quelle lorde del 5° livello quando la stragrande maggioranza

      dei metalmeccanici sono inquadrati al 3° livello ?

2°.  Perché aggiungere una somma che fa aumentare la rivendicazione ( in questo caso 30 Euro

      sempre per il 5° livello ) quando questo attesta semplicemente che i Sindacati Confederali non

      fanno la Contrattazione Aziendale e quindi ogni anno regalano all’Azienda dei soldi che

      spetterebbero ai lavoratori ?

3°.  Perché non hanno nemmeno il coraggio di scrivere in quante così dette Rate i lavoratori

      usufruiranno di questa miseria che non compensa nemmeno l’inflazione programmata ?

      Nel precedente contratto erano scaglionati in ben 2 anni !

Federmeccanica a fronte dei 117 (o 147 ? ) Euro ne ha proposto 68, sempre lordi e sempre al 5° livello, facile desumere che si rischia un’Accordo sugli 80 Euro lordi al 5° livello che per la stragrande maggioranza dei metalmeccanici significherà circa 45 Euro di aumento e non si sa in quali tempi. È GRAVE che dopo aver devoluto gran parte della Contrattazione di categoria ad Accordi aziendali i Sindacati Confederali non la esercitano e chiedono nella Contrattazione Nazionale un misero compenso per non dare fastidio alle Aziende .

Questo per quanto riguarda la parte economica, la parte normativa della piattaforma è un vero e proprio scandalo e citiamo un punto per intero “Si rivendica che tutti i rapporti di lavoro a tempo determinato, di qualsiasi tipo e durata, possano raggiungere al massimo il 15% della forza occupata a tempo indeterminato, per singola unità produttiva .Scopo dei rapporti di lavoro a termine è quello di far fronte a esigenze di flessibilità dell’impresa non altrimenti affrontabili. La percentuale del 15% potrà essere derogata con specifiche intese a livello aziendale. I contratti a causa mista con componente formativa (apprendistato e inserimento) volti all’inserimento lavorativo a tempo indeterminato, non concorrono alla formazione di tale percentuale” .

Sembra sia un paletto, non più del 15%, esclusi i contratti di formazione e di inserimento, in realtà è una proposta che porta la vergognosa definizione di rivendicazione che sfonda le porte al lavoro precario, un solo esempio, alla Fiat-SATA di Melfi il 15% (che sarà alzato per la controrivendicazione datoriale) equivale alla possibilità aziendale di avere oltre 700 lavoratori precari “in pianta stabile”  (il doppio di quelli finora utilizzati) più tutti quelli in Contratto di Formazione e di Inserimento che non hanno nessuna garanzia occupazionale per oltre 4 anni. Non meraviglia che in questa Ipotesi di Piattaforma per il rinnovo del Contratto nazionale ogni concessione ed ulteriore svendita degli interessi dei lavoratori venga spacciata come rivendicazione, quando si è in procinto di calarsi completamente le brache si deve a tutti i costi evitare che i lavoratori possano gridare “Il re è nudo”. Come se non bastasse, oltre alla conferma dell’introduzione dell’orario plurisettimanale che, questo sì a differenza della retribuzione , potrà essere concordato in sede aziendale SI RIVENDICA  LA FINE del tabù dei 15 TURNI di LAVORO , quello che alla Fiat-SATA di Melfi è sempre stato violato rispetto alla normativa nazionale DIVENTA NORMA, dappertutto a livello nazionale si introduce una normativa che da all’Azienda la possibilità STRUTTURALE di andare “oltre i 15 turni di lavoro”  cioè l’eliminazione del Sabato e della domenica festivi conquistato nel lontano 1913 dai metalmeccanici dopo un mese e mezzo di scioperi di 40.000 metallurgici e 2.000 tranvieri introdotto dalla Bianchi e poi da tutte le industrie del settore.

Melfi è l’apripista per l’imposizione del peggioramento delle condizioni lavorative e dell’arretramento dei diritti degli operai a livello nazionale, quest’ Ipotesi di Piattaforma per il Rinnovo del Contratto dei Metalmeccanici ne è la piena conferma. Quando a Melfi scompare la trattativa sui 15 turni, richiesti dall’Azienda per necessità produttive contingenti, voluti dai lavoratori, rivendicati da sempre da Alternativa Sindacale per tutti e per sempre ed i Sindacati Confederali non hanno potuto più prescindere dal mandato dei lavoratori di sottoscrivere l’Accordo solo a condizione che gli agognati 15 turni fossero per tutte le Unità produttive e per sempre, li si elimina a livello nazionale richiedendo un’unica condizione : “Che l’esame congiunto tra la direzione e la rappresentanza sindacale unitaria sia effettuato con congruo anticipo rispetto alla possibile attuazione delle nuove turnazioni” .

Ma non è finita qui, c’è come sempre un dulcis in fundo, oltre alla vergognosa richiesta di una

Normativa” (ma non c’è ancora? Non l’hanno mai realizzata?) sui tempi di riposo minimi obbligatori (siamo a quanto pare a prima dell’800),  c’è la rivendicazione DI UNA QUOTA CONTRATTO, l’unica vera rivendicazione di questa Piattaforma che non è verso la controparte, cioè Federmeccanica, ma verso i lavoratori , I SINDACATI CONFEDERALI PRETENDONO che “la quota volontaria di contribuzione contrattuale per le lavoratrici e lavoratori non iscritti ad alcun sindacato verrà raccolta secondo le modalità del silenzio-assenso” che significa spartirsi una trattenuta sindacale dei lavoratori che si rifiutano di iscriversi ad un sindacato e di quelli aderenti ai Sindacati di Base ai quali le Aziende non riconoscono la delega e la Trattenuta sindacale e quindi di farsi pagare da tutti i lavoratori, anche da quelli che non sono d’accordo con il loro operato e da quelli che lo combattono perché firmano lo smantellamento dei loro diritti. Siamo sicuri che questa richiesta sarà pienamente accolta dalla controparte, primo perché non gli costa niente, a pagare saranno i lavoratori e secondo perché aiuta le Aziende ad indebolire i Sindacati combattivi, quelli che al contrario dei Confederali non si calano le brache per imporre gli interessi dei Padroni. La tecnica per incassare anche i soldi dei non iscritti è quella sperimentata per eliminare il TFR, cioè il silenzio-assenso. Siamo sicuri che eviteranno come la peste di propagandare questo punto della Piattaforma perché chi non sa e non farà una dichiarazione scritta sarà, con la complicità dell’Azienda, costretto a pagare una trattenuta a favore dei Sindacati Confederali per dei Contratti subordinati agli interessi dei Padroni a scapito del salario e dei diritti dei lavoratori. Questa non è una Piattaforma rivendicativa ma l’incontro tra le  esigenze padronali e quelle degli Apparati del sindacalismo concertativo , ormai irrimediabilmente contrari agli interessi dei lavoratori.

Invitiamo tutti i metalmeccanici a BOCCIARE quest’assurda Proposta di Piattaforma di Fiom, Fim e Uilm e le Direzioni dei Sindacati di Base ad elaborare e proporre subito una chiara e sintetica UNICA Piattaforma Alternativa.

Alternativa Sindacale, settore metalmeccanico Melfi 4 maggio 2007

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