TORRE LIBERTARIA

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Come lavoratori dell’Unione Sindacale di Parma, insieme all’Ateneo Libertario, al Gruppo Anarchico A.Cieri-FAI e all’Archivio- Biblioteca Furlotti, abbiamo restituito alla città uno spazio che da anni era chiuso e in stato di abbandono.

Abbiamo dovuto occupare perché da anni per tempistiche burocratiche la trattativa col Comune per ottenere una sede per L’Unione Sindacale Italiana, che ci spetta come restituzione del patrimonio storico distrutto dal fascismo, non vedeva alcun spiraglio. Infatti, non tutti sanno che il famoso sciopero agrario del 1908, le Barricate Antifasciste, le dure lotte di inizio ’900 furono organizzate non dalla CGIL (che invece le osteggiò) ma dalla Camera del Lavoro di Parma, che aderì all’USI. E questa grande esperienza fu distrutta dal fascismo.

Negli ultimi tempi, quindi, non solo la nostra attività era di fatto ostacolata, ma tutto il nostro vasto materiale archivistico e librario (definito di “importante rilevanza storica”) stava rovinandosi ed era impedita la libera fruizione a tutti gli interessati.

In questo spazio noi intendiamo continuare non solo l’attività che da anni con buoni riscontri stiamo facendo, ma anche far partire con nuovo slancio altri progetti. Troveranno spazio: lo Sportello Sindacale di Lotta Autogestito; l’Archivio/biblioteca “Gianni Furlotti”; una sede locale dell’Associazione contro gli Abusi in Divisa; il progetto “Liberi Libri” con la presentazione mensile di testi di carattere sociale e culturale; un punto di distribuzione di stampa libertaria e tutto quanto l’Assemblea deciderà.

Noi riteniamo che sia sempre più necessaria l’apertura di uno spazio libertario in città, nel quale diffondere cultura non omologata e poter sostenere quei lavoratori che ricercano un modo più diretto di autorganizzazione.

Liberare spazi di autogestione è una necessità.

USI-Parma

Gruppo Anarchico A.Cieri-FAI

Ateneo Libertario

Archivio-Biblioteca Gianni Furlotti


 Documento sull’occupazione:

I LIBERTARI CAMBIANO CASA

 

Il gruppo anarchico A.Cieri –FAI esiste dal 1991, la sezione di Parma dell’USI dal 1994.

 

Da sempre, per noi il riferimento fondamentale del nostro agire è l’anarchismo sociale, lontani quindi da anarco-estetismi funzionali ai clichè (e al potere), consapevoli della necessità di non isolarci in un individualismo e in un ribellismo di facciata fine e sé stesso, ma che bisognasse fare azione su un piano politico reale, orgogliosi delle nostre idee e pratiche, ma consapevoli anche delle difficoltà concrete che un anarchismo non informale pone di continuo, essendo la più genuina dimostrazione di assemblearità e trasparenza interna.

 

A cavallo di fine anni ’90 e inizio 2000, c’è stata, in coordinamento con i gruppi principali, l’esperienza dell’Ateneo Libertario che si è sviluppata in parallelo all’Archivio-Biblioteca Sociale G.Furlotti.

 

Queste realtà hanno sempre avuto a S.Prospero la sede, negli anni ingranditasi con successive occupazioni, in virtù di una originaria mobilitazione legata alla riappropriazione –molto parziale, in vero- del patrimonio storico USI distrutto dal fascismo.

 

In questi anni, tantissime sono state le iniziative, le manifestazioni, le mobilitazioni, le assemblee, i convegni, le azioni che questi gruppi hanno portato avanti, a volte autonomamente a volte insieme ad altre realtà di movimento cittadine. Ricordarle tutte è impossibile ma senz’altro due aspetti si sono sempre accompagnati: la sensibilizzazione sulle nostre idee e sulla nostra storia, e la mobilitazione militante.

 

Nello specifico, quindi, abbiamo tentato di diffondere le idee libertarie, magari in relazione a fatti specifici (convegni –vari- sulla pedagogia libertaria; sull’antimilitarismo; sull’anticlericalismo, soprattutto in periodo di giubileo; sul significato dell’Utopia; sul concetto di anarchismo, e su questo tema ricordiamo con piacere la tre giorni anarchica del 2013 al Sovescio; ecc), così come la spesso sconosciuta ma importante storia anarchica, a volte presentando anche libri sui vari temi (convegni sulle vicende della Comune di Parigi; su Kronstadt; sullo sciopero agrario del 1908; sul Machnovismo; sulla controrivoluzione russa; sull’arditismo popolare; sulla Resistenza sconosciuta; sulla repressione franchista; sull’esperienza del settimanale anarchico Umanità Nova nel dopoguerra; sullo stragismo e la figura di Pinelli; sulla Rivoluzione Spagnola, culminati nel Convegno Nazionale FAI del 2006 in occasione del 70° anniversario; ecc). Alla costante azione di controinformazione (assemblee e presidi su: riciclaggio rifiuti e nuovo ambientalismo; G8 e la globalizzazione dei padroni; lotte NO TAV – con tanto di contestazione a Fassino- e su quella contro la TI-BRE; antirazzismo e CIE; ecc) si è accompagnata la partecipazione a ogni presidio (sui temi svariati) e manifestazione, sia promuovendole nostre, come quella antirazzista del 2002 (la prima manifestazione anarchica a Parma di cui abbiamo memoria, con quasi 1000 compagni arrivati da ogni parte d’Italia; i vari cortei del primo maggio dell’USI; ecc) che partecipando a quelle unitarie.

 

Come USI, abbiamo cercato di dare una mano a chiunque ce lo abbia chiesto, tanto che è impossibile fare un elenco, e la nostra azione ha visto nel Coordinamento di base Lavoratori Domus prima (con tanto di pubblicazione del giornalino “Spajot!”) e nell’azione in Coop. Dolce, Codess e Proges i momenti di lotta più significativi. USI ha altresì partecipato ad ogni iniziativa locale sul tema del lavoro (tra queste ricordiamo il sostegno alla lotta SPX e al Coordinamento Lavoratori di Base), in particolare va segnalata l’organizzazione del Primo Maggio Alternativo (quest’anno arrivato con grande successo al settimo anno) e di iniziative in concomitanza con gli scioperi indetti dal sindacalismo di base, l’ultimo dei quali lo scorso anno davanti all’Ospedale di Parma.

 

La nostra, quindi, è stata una presenza costante, a volte forse fastidiosa per certuni, ma sicuramente sempre attiva, generosa e mai settaria in tutte le iniziative di coordinamenti più ampi dei quali riconoscevamo l’importanza e verso i quali si pensava potessimo starci senza svendere la nostra identità (gli innumerevoli coordinamenti contro le più numerose purtroppo guerre; i coordinamenti di lavoratori; quelli antifascisti; ecc).

 

Molti compagni e compagne per vari motivi gli abbiamo persi per strada, altri ne abbiamo incontrati con le nostre idee.

 

Negli ultimi anni, la piccola ma radicata consistenza numerica, la continuità garantita negli anni mirata alla diffusione ed alla pratica degli ideali libertari ha fatto sì che la sede di S.Prospero fosse ormai ritenuta poco funzionale alla nostra attività: c’era bisogno di trovare uno spazio in città!

 

Intendiamoci: la nostra attività riusciamo a portarla avanti ugualmente, non c’è bisogno di 4 pareti per provare a far conoscere le nostre idee, i nostri valori. In particolare, nello Spazio Popolare Autogestito Sovescio abbiamo trovato un luogo con le porte sempre aperte per noi e dei compagni con cui collaborare in grande sintonia.

 

Ugualmente, però, ritenevamo che mancasse in città uno spazio propriamente “nostro” e non siamo soliti imporre le nostre idee a nessuno. Uno spazio nel quale non vi fosse ambiguità: un conto è collaborare con tutti, un conto è la specificità politica e ideologica. Noi rivendichiamo il nostro essere parte integrante ed attiva del cosiddetto “movimento antagonista” parmigiano, ma sentiamo da sempre il bisogno e soprattutto il dovere di farne parte in modo consapevole, di non annullarci in esso, di non abbandonare la nostra identità, unica tra tutte le tendenze politiche. E l’anarchismo è un pensiero talmente irripetibile, che richiede una dose di consapevolezza così particolare, che se non lo portiamo avanti con coerenza, nessuno lo farà per noi: nella strada verso una società di liberi ed uguali, senza alcun potere, non esistono scorciatoie.

 

Per questo sentiamo l’urgenza di prendere un posto nostro, nel quale praticare e sperimentare le nostre idee. Noi non cerchiamo un centro sociale tradizionale, ne’ uno spazio che faccia da soluzione abitativa: necessitiamo di una sede per la sezione locale dell’USI e il Gruppo Anarchico Cieri-FAI, un posto nel quale l’Archivio Furlotti trovi un’adeguata collocazione, una base per rilanciare ciò che pensiamo e facciamo. Un posto che si ponga in continuità con l’impostazione libertaria che orgogliosamente abbiamo portato avanti fino ad ora, sia per ragioni ideologiche che per coerenza e sicurezza nostra, ma pensato come spazio aperto, in cui potranno incontrarsi ogni gruppo e individuo che condividerà le nostre idee e pratiche, in cui incontrare quei compagni e quei gruppi che sentiranno l’esigenza di confrontarsi con noi su qualunque questione.

 

Tra i primi progetti che abbiamo possiamo menzionare:

 

  • sportello di lotta sindacale autogestito USI

  • info-point Associazione Contro gli Abusi in Divisa

  • apertura bisettimanale dell’Archivio Furlotti

  • progetto “Liberi libri”, presentazione mensile di un libro sulle idee, la cultura, la storia libertaria

  • punto distribuzione della stampa libertaria e anarchica

  • …e tutto quello che nascerà dall’Assemblea Libertaria

 

Le nostre porte sono quindi sempre aperte per tutte quelle compagne e quei compagni che, in questi anni, hanno dimostrato interesse per quello che siamo.

 

Portare avanti idee e pratiche consapevolmente libertarie ed anarchiche in questo periodo è difficile per svariati motivi. Noi ci proviamo. Ancora una volta.

 

 

Gruppo anarchico Antonio Cieri – FAI Unione Sindacale Italiana – Parma

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